In arrivo il ricambio generazionale in Ryder Cup per gli USA

Mancano meno di 350 giorni all’inizio della prossima Ryder Cup che si disputerà in Irlanda e, a dirla tutta, qualcosa di molto interessante sta già accadendo sul Pga Tour: sto parlando di un profondo ricambio generazionale a cui potremo assistere nel 2027 all’interno del team USA.

Tradotto: numeri alla mano, gli ultimi 5 tornei su 6 disputati sul circuito americano, escludendo però i tre play off FedEx e ovviamente la Presidents Cup, sono stati vinti da giocatori giovanissimi dal talento cristallino.

Partiamo chiaramente da Michael Brennan (24 anni e già numero 20 nel World Ranking), che quest’anno si è portato a casa i titoli del Wyndham Championship e del Baycurrent Classic con statistiche impressionanti: per dire, in quest’ultimo appuntamento, il ragazzino ha vinto raggiungendo le oltre 315 yards di media dal tee, colpendo più del 90% dei fairway e il 75% dei green in regulation. Numeri che, a partire dal 1994, solo Nick Price e David Duval sono riusciti a collezionare in occasione di alcune delle loro vittorie: mica pizza e fichi.

Vogliamo poi parlare dell’eroe di Presidents Cup, Jackson Koivun? 21 anni, pro da giugno, è già numero 57 al mondo, ha conquistato un successo sul Pga Tour (il 3M Open NdR) oltre a 4 top 25. Ovvio che i titoli dei giornali e dell’internet siano già tutti per lui e, se dovesse continuare così, anche un posto nel team di Ryder Cup.

Non dimentichiamoci poi di Michael Thorbjornsen, 25 anni, numero 39 nel World Ranking, che, vincendo il Rocket Classic, finalmente si è portato a casa una vittoria che pareva scivolargli sempre tra le dita. Del talento dell’americano nessuno aveva dubbi, certamente, ma il fatto che sia riuscito a chiudere un torneo a suo favore dopo averne buttati alle ortiche un paio e più, ci mostra a tutto tondo il suo inesorabile progresso, che sarà stato forse un po’ lento vista la velocità odierna dei giovani, ma efficacemente costante.

Infine: parliamo di Jacob Bridgeman, fresco winner del Biltmore Classic e numero 4 della FedEx. Ventisei anni, due vittorie nel 2026, ma soprattutto numero 1 sul Pga Tour negli Strokes Gained Putting: non sarà un bombardiere dal tee, ma imbuca da ogni pizzo e sappiamo bene quanto questa sia una dote fondamentale in match play. Non è dunque un caso che fosse già nel team di Presidents Cup dello scorso settembre: suvvia, diciamo che probabilmente si è trattato di un riscaldamento in vista dell’Irlanda 2027.

Aggiungiamo a questi nomi anche quello imprescindibile di Chris Gotterup, forse uno dei giovani campioni più talentuosi del circuito americano, e abbiamo in teoria già 5/12 della squadra americana in tasca (con qualche rookie di troppo, lo so), anzi 6/12 con Scottie Scheffler già in volo per il percorso di Adare Manor.

Ora: stando così le cose, chi dei “vecchi leoni” americani potrebbe rischiare di restare a casa l’anno prossimo?  Koepka. Harman. Homa. Finau. Bradley. Spieth. Fowler. Tutti campioni che ultimamente sono apparsi parecchio in difficoltà. E poi, Justin Thomas, che sarà pure un uomo squadra che con Koivun ha fatto faville in Presidents, ma il campione dell’Alabama vanta una sola vittoria sul Pga Tour dal 2022. Un po’ pochino… Per non parlare poi di Patrick Cantlay, che addirittura non vince qualcosa sul circuito dall’ormai lontano 2022.

Infine… quale potrebbe essere invece la mega sorpresa del 2027? Beh, il ritorno in squadra di Patrick Reed, l’uomo più da Ryder Cup che esista sul suolo americano. E Jim Furyk lo sa benissimo.


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