Adem Whabi: il funambolo

Con un sorriso luminoso, la voglia di divertirsi e spirito competitivo, Adem Wahbi (attualmente al n. 20 del ranking mondiale WR4GD Strokeplay Lordo) è davvero uno dei più promettenti giovani talenti di questo sport. Chiedete ad Adem cosa significa per lui il golf, guardatelo negli occhi quando risponde, ed è difficile non rimanere colpiti dalla sua schiettezza e semplicità.

“Quando sono sul campo, non mi sento disabile, semplicemente guardo avanti senza girarmi mai indietro.”

Adem proviene da una famiglia di appassionati di tennis, ma a causa delle condizioni delle sue gambe non era uno sport adatto a lui. Ha visto il golf per la prima volta all’età di 8 anni, durante una vacanza in Marocco. A differenza del tennis la palla era ferma, poteva prepararsi e tirare. Sì, poteva farcela.

Tornato a casa, in Belgio, Adem ha iniziato a giocare a golf grazie ad un simulatore. Ben presto però si recò ad un circolo di golf vicino, dove ha iniziato il suo percorso vero e proprio. Adem spiega che la sua disabilità ha un nome molto lungo che può essere abbreviato in diplegia spastica, ma che il modo migliore per descriverla è: “Se il tuo cervello sta telefonando alle tue gambe per chiedere loro di camminare, è come se qualcuno tagliasse la linea tra i due. Devo pensare a camminare, e ciò richiede tempo e fatica”. Anche la stabilità è un problema: “A volte sono semplicemente in piedi ed ho la sensazione di stare per cadere”, dice Adem, e quindi qualsiasi campo da golf può essere ancora più impegnativo per le pendenze, bunker ma anche solo per un terreno dolcemente ondulato.

Adem lavora con due preparatori fisici: uno per rafforzare le gambe e il cuore, l’altro per migliorare la sua stabilità attraverso lo stretching. E’ un vero e proprio funambolo: arriva sul tee di partenza camminando con due stampelle, poi impugna il bastone e fa volare la palla, con un movimento incredibilmente sicuro e preciso.

“Non ci sono scuse nel golf” dice Adem “sei responsabile della tua palla” e consiglia “di vivere la tua vita e credere in te stesso”.


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