La USGA ed il ritorno all’amateur status

La USGA ed il ritorno all’amateur status

E’ un argomento che, soprattutto oltreoceano, sale sempre più spesso alla ribalta.

Il reintegro nell’amateur status di professionisti, anche con una certa esperienza, sta generando non pochi malumori tra i top amateurs, che spesso si trovano ad incrociare i bastoni con giocatori che, magari, hanno anche giocato in un Major.

Giusto per fare un esempio, nello U.S. Mid Amateur Championship dello scorso anno, sei degli otto giocatori arrivati ai quarti di finale (la formula di torneo prevede i match-play per la fase finale NDR) erano ex-professionisti.

La querelle si é riaccesa in questi giorni, quando Colt Knost, giocatore che ha abbandonato il golf professionistico nel 2020 per intraprendere la carriera di commentatore televisivo, ha condiviso sui canali social la risposta ricevuta dalla USGA in merito alla sua richiesta di reintegro nell’amateur status presentata l’anno scorso.

(fonte Colt Knost IG profile)

La parte rilevante del messaggio recita:

“La USGA ha recentemente deciso di rivalutare le sue linee guida relative alla reintegrazione per tutti i richiedenti che, come te, hanno alle spalle una ragguardevole carriera da professionista. Le questioni riguardanti il modo in cui le linee guida debbano essere applicate in questi casi hanno generato un ritardo nel raggiungere una decisione sulla tua richiesta, ed ora essa é stata messa in sospeso mentre lo staff lavora con lo USGA Amateur Status Committee e l’Executive Committee per completare l’analisi”.

I risultati conseguti da Knost nella sua carriera da pro (2007-2020) sono:

  • due vittorie sul Nationwide Tour (oggi Korn Ferry Tour);
  • nessuna vittoria sul PGA Tour;
  • tre Majors disputati (U.S. Open 2012, The Open Championship e PGA Championship nel 2018);
  • 92 tagli passati su 199 tornei disputati;
  • guadagni complessivi sul PGA Tour 4.330.438 $.

Sebbene non siamo di fronte ad un top player, non si può negare che ha accumulato una certa esperienza.

Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto Knost a formulare la richiesta di reintegro?

Su questo punto non c’é chiarezza.

La prima risposta data dall’ex-pro ha dato l’impressione che la sua intenzione fosse quella di attirare l’attenzione sull’argomento:

“…unicamente a causa di tutte le lamentele…”.

Dopodiché, una volta aperto il caso, ha corretto il tiro, dichiarando che il motivo era quello di tornare a fare parte del Team USA di Walker Cup (ha partecipato all’edizione del 2007, NDR) , magari come Capitano.

Ma questa é sembrata una trovata per fare impennare gli indici dei social media.

Il punto é che dietro tutto questo c’é la presa di coscienza da parte della USGA che, soprattutto negli Stati Uniti, la preservazione dell’integrità dell’amateur status é diventata un’argomento molto delicato, anche e soprattutto dopo la nascita del programma NIL, finalizzato a sostenere i giovani talenti nel loro percorso verso il professionismo.

Sarebbe comunque difficile per la USGA sbattere la porta in faccia ad alcuni dei suoi membri.

Kevin Hammer, presidente dell’organo di governo del golf statunitense, ha dichiarato:

“Come sapete, alcuni dei criteri di qualfica sono cambiati nel tempo, e probabilmente continueranno ad essere modificati”

“Alla fine, il gioco del golf é migliore con i professionisti reintegrati nell’amateur status, allo stato originario? Io credo che la risposta sia sì”.


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