L’architettura di Pinehurst No. 2

Pinehurst No. 2 è uno dei campi più famosi al mondo, e si è conquistato la sua reputazione e un posto speciale nell’immaginario collettivo golfistico grazie alla sua brillante architettura.

Essendo uno dei campi pubblici più popolari degli Stati Uniti, è un campo pensato per essere giocato tante volte senza mai diventare noioso, e presentare sfide sempre nuove ai giocatori che tornano anno dopo anno in questo paradiso golfistico.

Oltre alla brillante architettura, Pinehurst No. 2 è un campo bellissimo esteticamente, grazie al contrasto tra il verde dei fairway perfetti e i colori variegati delle aree naturali che li costeggiano.

Pinehurst No. 2 infatti non ha rough. Tutto il campo è tagliato alla stessa altezza, tranne per i green che sono tagliati più bassi. Questo stratagemma è usato per rendere il percorso più facile per i giocatori dilettanti e più difficile per i professionisti, ed è usato in molti altri campi come Augusta National e l’Old Course. 

Il taglio basso intorno ai green poi, aumenta moltissimo la differenza tra un bel colpo e uno mediocre, perché il secondo non sarà frenato dal rough e rotolerà molto lontano dal green. 

Questa caratteristica è molto evidente sul No. 2, perchè oltre all’assenza di rough, quasi tutti i green sono rialzati e costruiti “a scodella rovesciata”, proprio per essere poco ricettivi a qualsiasi colpo leggermente sbagliato.

Questa settimana vedremo i migliori giocatori al mondo darsi battaglia su questo campo per aggiudicarsi lo U.S. Open, torneo che anno dopo viene messo in scena sui migliori campi degli Stati Uniti (e del mondo).

Le strategie

L’architettura del No. 2 permette ai giocatori di scegliere la propria strategia per affrontare ogni buca, offrendo varie opzioni su ogni tee di partenza.

Durante l’edizione del 2014, vinta da Martin Kaymer, abbiamo visto più volte giocatori dello stesso team giocare la stessa buca in modo differente. 

La buca 14, per esempio, ha vari bunker e pendenze intorno al green che favoriscono un attacco dal lato sinistro del fairway. Su questo lato però vi è un bunker a 300 metri dal tee; molti giocatori preferiscono restare corti a sinistra del bunker e lasciarsi un ferro più lungo al green, mentre altri tirano fuori il drive e provano ad avvicinarsi il più possibile alla bandiera, rischiando un angolo peggiore con un bastone più aperto.

In generale, su questo campo dai fairway larghi e ondulati, il centro del fairway spesso non è il punto ideale per attaccare l’asta; soprattutto nelle buche più lunghe, dove la palla deve arrivare in green rotolando, il vantaggio di trovarsi dal lato migliore del fairway è altissimo.

Tutte queste caratteristiche rendono Pinehurst No. 2 un campo diverso ogni giorno: In base alle pin position e alla direzione del vento ogni giro presenta una sfida difersa, e richiede ai giocatori di usare una nuova strategia.

Buche memorabili

Quasi ogni buca del No. 2 è degna di nota a livello architettonico, ed è difficile sceglierne una preferita. 

La uno dà subito il tono con un fairway molto ampio e un green ingannevole. La due, una delle più difficili del percorso, richiede un secondo colpo lungo e preciso, e spesso i giocatori devono far battere la palla fuori dal green e farla arrivare ad altezza asta rotolando. La tre invece è un par 4 corto, spesso drivabile, con un green piccolissimo con una forte pendenza verso l’ingresso.

Il finale rivela alcune delle buche più belle esteticamente del percorso. La 15 e la 17 sono due par 3 molto lunghi, la 15 ha un green ampio e aperto sulle sinistra, mentre la 17 ha un green posizionato in diagonale e protetto da due bunker. La 16 è un par 5 che offre varie opzioni tra i layup e l’attacco al green con il secondo colpo, mentre la 18 è un lungo par 4 allineato con la bellissima clubhouse.

Tra la 15 e la 18 si è giocato uno dei duelli più belli della storia del golf, quello tra Payne Stewart e Phil Mickelson durante lo U.S. Open del 1999. Dietro di un colpo dopo un bogey alla 15, Stewart imbucò un putt per il par da 7 metri alla 18, seguito dalla leggendaria celebrazione adesso immortalata in una statua dietro al green.

Pinehurst No. 2 è uno dei campi da golf migliori al mondo per vari motivi. Tra il terreno sabbioso con gentili ondulazioni, la vegetazione naturale e la superficie compatta dei fairway, e 18 tra i migliori green sulla faccia della terra, Donald Ross ha sempre considerato il No. 2 il suo lavoro migliore in assoluto. Nessuno ha mai osato contraddirlo, e questa settimana avremo il piacere di vedere i migliori giocatori al mondo darsi battaglia su questo capolavoro tra le dune del North Carolina.


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