Solheim Cup: Day 1

Ci siamo. Sveglia all’alba, anzi alle 6 del mattino è ancora notte fonda.

Dopo tutti questi giorni di sole, questa notte è piovuto. Penso subito ai green di Finca Cortesìn.

Guardo il cielo, cercando di capire se ci sarà pioggia anche durante il giorno oppure no. Vedo il grande carro, no, non pioverà.

È ancora buio pesto quando arrivo a Finca Cortesìn. In tanti usiamo il cellulare come torcia per illuminare il cammino.

Una folla a notte fonda, in un campo da golf, che si dirige verso il tee della buca uno. Irreale.

Riesco a sistemarmi proprio sopra il teebox. Finalmente sta sorgendo il sole.

La tribuna è tutta piena: un tifo allegro e colorato, si balla e si canta.

Arriva la coppa portata da José Maria Olazàbal, il capitano europeo della Ryder Cup 2012: ricorda Seve e il miracolo di Medinah. Il pubblico esulta e si commuove. Anche io.

Arrivano le prime coppie per disputare i foursome: Linn Grant e Maja Stark per l’Europa, Lexi Thompson e Megan Khang per gli USA. Le due svedesi sono visibilmente tese, le americane appaiono più rilassate.

La seconda coppia è l’abbinata vincente della Solheim 2019, Georgia Hall e Céline Boutier contro Danielle Kang e Andrea Lee.

La terza coppia Leona Maguire e Anna Nordqvist contro Nelly Korda e Allisen Korpuz, infine l’ultima partenza vede Charley Hull e Emily Pedersen contro Ally Ewing e Cheyenne Knight.

I miei pronostici vedono Grant e Stark perdenti, Hall e Boutier vincenti, Maguire Nordqvist in parità, Hull e Pedersen in parità.

Anna Nordqvist sull tee della buca 1

Niente di più sbagliato: il colore dominante del tabellone è sempre il rosso del Team USA.

Tutte le ‘disgrazie’ golfistiche sembrano abbattersi sul Team Europeo: approcci con rimbalzi che dire sfortunati è poco, putt sbordati come se piovesse, oppure troppo corti, oppure troppo lunghi.

La coppia Hull-Pedersen affonda subito sotto i colpi delle americane, non arrivano alla buca 18.

Nel parterre il tifo rumoroso e compatto d’oltreoceano la fa da padrone.

Un gruppo di tifose inglesi non si arrende, ma la maggioranza di noi è scoraggiato.

Il parziale della mattina è senza appello: Europa 0 – USA 4. Anche la coppia Hall-Boutier perde all’ultima buca, dopo aver mantenuto il vantaggio per 16 buche.

Ripenso alle parole di questa mattina di Olazabàl, al miracolo di Medinah. Seve non può permettere questo!

Si riprende al pomeriggio con i fourballs. Queste le coppie:

– Gemma Dryburgh/Magdalene Sagstrom vs Rose Zhang/Megan Khang

– Leona Maguire/Georgia Hall vs Lexi Thompson/Lila Vu

– Emily Pedersen/Maja Stark vs Jennifer Kupcho/Allisen Corpuz

– Carlota Ciganda/Linn Grant vs Angel Yin/Ally Ewing

Solo la coppia Ciganda/Grant sembra funzionare bene.

I cori del tifo europeo sono solo voci flebili. Alla buca 9 vedo una sconsolata Laura Davies appoggiata al maxischermo ad attendere le giocatrici.

Si è alzato il vento, guardo le colline brune attorno al percorso e mi vengono in mente i western di Sergio Leone, Clint Eastwood, l’armonica di Morricone.

Poi succede qualcosa di inaspettato, come solo nel golf può succedere: alla buca 12, un par 3, la Pedersen fa hole-in-one. Improvvisamente capisco che è un segno, il vento è cambiato.

E così le americane, fino a quel momento impeccabili, iniziano a sbagliare. Anche Rose Zhang non è più quella macchina da guerra invincibile come sembrava finora.

Il Team Europe recupera, punto su punto. E anche lei, Lexi Thompson, alla 18, par 5, con 2 colpi a bordo green, quando tira il terzo colpo facendo socket … eh sì, forse Seve da lassù ci sta guardando.

Punteggio alla fine della prima giornata Europa 3 – USA 5

Prima coppia per il foursome di sabato: Emily Pedersen/Carlota Ciganda vs Lilia Vu/Jennifer Kupcho teetime alle 8.10.

Sarà possibile vedere la Solheim Cup commentata da Alessandro Bellicini, Isabella Calogero e Nicola Pomponi su Discovery Plus/Eurosport  sabato 23 settembre (8.00 – 19.00) e domenica 24 settembre (10.00 – 18.00).

Vamos Girls!

 


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