“Uno Swing per l’Inclusione”: in Liguria il golf abbatte le barriere

Il golf come luogo di incontro, partecipazione e crescita. È questo il messaggio della seconda edizione di “Uno Swing per l’Inclusione”, ospitata il 12 settembre dal Golf Club Garlenda e inserita nel progetto “Golf Oltre Ogni Barriera”.

L’iniziativa è promossa dalla Delegazione Regionale Liguria della Federazione Italiana Golf, con il patrocinio di Regione Liguria, Comitato Italiano Paralimpico Liguria e CONI, e con il coinvolgimento del Comune di Garlenda.

Dopo la prima tappa al Golf Club La Pineta di Arenzano, il progetto è arrivato nel Ponente ligure con un obiettivo preciso: dimostrare che lo sport, e il golf in particolare, può contribuire concretamente ad abbattere le barriere fisiche, psicologiche e sociali.

La manifestazione si è aperta con una gara riservata ai tesserati della Federazione Italiana Golf. Nel pomeriggio il percorso di Garlenda ha invece accolto i ragazzi delle associazioni Luna Blu, Associazione Autismo Savona “Guardami negli Occhi”, Un Passo alla Volta e Anffas Albenga.

Accompagnati dai maestri della PGA Italiana, i partecipanti hanno potuto provare i primi colpi e conoscere più da vicino una disciplina che, nonostante venga ancora percepita da molti come poco accessibile, può adattarsi alle caratteristiche e alle capacità di ciascuno.

Il valore della giornata è andato quindi ben oltre l’aspetto sportivo. Il campo è diventato uno spazio di socializzazione e condivisione, nel quale ragazzi, famiglie, volontari, associazioni e istituzioni hanno potuto incontrarsi e creare nuove relazioni.

«L’inclusione si costruisce facendo, non soltanto parlandone», ha sottolineato Cristina Costa, presidente del Golf Club Garlenda. Una frase che sintetizza perfettamente lo spirito dell’iniziativa: aprire un circolo significa offrire alle persone un’opportunità reale di partecipazione.

Il progetto “Golf Oltre Ogni Barriera” ha vissuto un momento particolarmente importante lo scorso luglio, quando il Golf Club Genova Sant’Anna ha ospitato i Campionati Europei a Squadre per Golfisti con Disabilità.

Quell’appuntamento ha per me un significato speciale, perché vi ho partecipato personalmente indossando la maglia dell’Italia. Tornare con il pensiero al Golf Sant’Anna significa ricordare non soltanto una competizione continentale di altissimo livello, ma anche giornate nelle quali il golf paralimpico ha mostrato tutta la sua forza sportiva e umana.

Avere avuto il privilegio di giocare quel Campionato Europeo mi permette di osservare iniziative come quella di Garlenda da una prospettiva ancora più personale. Prima delle medaglie, delle classifiche e dei risultati, deve infatti esserci la possibilità di avvicinarsi allo sport, entrare in un circolo e scoprire che anche quel campo può diventare il proprio spazio.

La manifestazione di Garlenda rappresenta dunque la prosecuzione naturale del messaggio lanciato al Golf Sant’Anna: il golf per persone con disabilità non deve essere considerato una realtà separata, ma una parte integrante del movimento golfistico.

«Golf Oltre Ogni Barriera non è una semplice successione di eventi, ma una rete che cresce e si rafforza tappa dopo tappa», ha spiegato Roberto Damonte, delegato regionale ligure della Federazione Italiana Golf.

Il progetto proseguirà nei prossimi mesi coinvolgendo anche i circoli di Marigola, Albisola, Rapallo e Sanremo, con l’obiettivo di rendere la Liguria un punto di riferimento nazionale per lo sviluppo del golf inclusivo.

Anche il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha ricordato come lo sport sia capace di abbattere le distanze, favorire le relazioni e valorizzare le potenzialità di ogni persona. Il vicepresidente della Regione Liguria con delega allo Sport, Simona Ferro, ha invece evidenziato l’importanza di trasformare l’inclusione da principio astratto in un percorso costruito attraverso esperienze concrete.

Il risultato più importante della giornata non è stato scritto su uno score.

È stato nei sorrisi dei ragazzi che hanno impugnato una mazza per la prima volta, nelle famiglie che hanno trovato un’occasione di confronto e nelle associazioni che hanno rafforzato la propria collaborazione.

Perché una barriera comincia davvero a cadere quando a ogni persona viene offerta la possibilità di giocare la propria partita. E il golf italiano ha il dovere, ma anche la grande opportunità, di aprire sempre più campi, porte e prospettive.


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