Palmares è uno di quei campi che capisci subito che non vogliono stupirti solo con il panorama. Qui il golf è pensato, disegnato e inserito nel territorio in modo intelligente. Oceano sempre presente, vento che entra in gioco e un percorso che cambia continuamente, senza mai diventare ripetitivo.
Giocare sul Palmares Ocean golf, nei pressi di Lagos nell’Algarve occidentale, significa affrontare un campo che non ti prende per mano, ma nemmeno ti punisce senza motivo. Devi solo accettare di giocarlo per quello che è.
Un campo disegnato per dialogare con il paesaggio
Il progetto di Palmares è chiaro: lasciare spazio al terreno naturale. Il percorso si sviluppa tra dolci colline, dune costiere e tratti più aperti verso il mare. Non trovi forzature, ma linee di gioco che seguono il profilo del terreno.
I fairway sono larghi, ma non è un campo “easy”. Le ondulazioni naturali influenzano spesso la palla, i green sono ben difesi e il vento diventa una variabile costante. È uno di quei campi dove la scelta del colpo conta più della potenza.
Tre anime diverse, un solo modo di giocare
Una delle cose più interessanti di Palmares è che durante il giro non giochi mai lo stesso campo. Il percorso è composto da tre percorsi da 9 buche distinti, l’Alvor (1–9) il Lagos (10–18) e il Praia (19–27), ognuno con una propria identità, ma collegati da una filosofia comune: golf fluido, visivo e sempre leggibile.
Ci sono buche più aperte, altre che scendono verso l’oceano, altre ancora che richiedono precisione dal tee. Questa varietà rende il giro dinamico e mai noioso, soprattutto se giochi 18 buche scegliendo combinazioni diverse.
Golf vero, inserito nella vita del posto
Al Palmares Ocean Golf hai sempre la sensazione di essere dentro il territorio, non in un recinto artificiale. Uno degli esempi più evidenti è la linea ferroviaria che attraversa il percorso, collegando Lagos al resto della costa.
Vedere il treno passare mentre giochi, con l’oceano sullo sfondo, è qualcosa che non trovi spesso. Ma invece di disturbare, aggiunge carattere. Ti ricorda che sei in Algarve, non in un resort isolato dal mondo.
Un campo che premia chi sa leggere il gioco
Palmares non è punitivo, ma è molto onesto. Se sbagli linea o sottovaluti il vento, paghi qualcosa. Se giochi intelligente, vieni premiato. I green sono ben posizionati, spesso leggermente rialzati o protetti, e ti chiedono di arrivare dalla parte giusta.
È un campo che si gioca con la testa prima che con il fisico. E quando inizi a capirlo, diventa davvero divertente.
Sagres: il lato più crudo dell’Algarve
Dopo aver giocato a Palmares, venire a Sagres è quasi automatico. Bastano pochi chilometri e ti accorgi subito che l’Algarve cambia faccia. Qui spariscono i resort, resta solo vento, oceano aperto e scogliere infinite.
Una tappa che per me è obbligatoria è il Faro di Capo di São Vicente. Arrivarci nel tardo pomeriggio, dopo il giro, è uno di quei momenti che ti costringono a rallentare. Scendi dall’auto, senti il vento in faccia e davanti hai solo Atlantico, senza filtri.
Guardare il sole che scende sull’oceano da lì, con il rumore del mare sotto e il vento che non molla mai, è il modo migliore per chiudere una giornata a Palmares. Non è la classica esperienza da foto perfetta: è vera, ruvida, potente. Ed è proprio questo che la rende memorabile.
Sagres funziona così. È essenziale, diretta, senza fronzoli. E completa alla perfezione un golf trip in Algarve che non punta solo allo score, ma alle sensazioni che ti porti a casa.
Perché Palmares e Sagres sono un’accoppiata perfetta
Palmares ti offre un golf moderno, intelligente e integrato nel paesaggio. Sagres ti regala il lato più selvaggio dell’Algarve. Insieme funzionano alla grande.
Non è un viaggio da scorecard in tasca, è un viaggio da sensazioni forti. E quando torni a casa, ti rendi conto che non ricordi solo le buche, ma tutto quello che c’era intorno.
Se vuoi vedere com’è stato vivere tutto questo sul campo, trovi la mia esperienza completa su thetravelbirdie.com e sul canale YouTube The Travel Birdie.















