Shinnecock Hills, 15 Giugno 1986

Shinnecock Hills, 15 Giugno 1986

Tra tre giorni prenderà il via la 126ma edizione dello U.S. Open sul percoso dello Shinnecock Hills Golf Club (per i dettagli del quale vi invito a leggere l’articolo di Vittorio Addabbo in uscita oggi).

(fonte Shinnecock Hills GC website)

L’Open statunitense torna a Southampton per la sesta volta.

La prima volta risale al 1896, quando venne disputata la seconda edizione del torneo (la prima si tenne a Newport), vinta da James Foulis.

Ma quella che tutti ricordano fu l’edizione successiva, quella del 1986, ricordata come The Wide Open.

Seve Ballesteros si presentò da numero uno del World Ranking, sebbene in quell’anno fosse stato escluso dalla maggior parte dei tornei del PGA Tour, non avendo disputato, nell’anno precedente, il numero minimo di tornei negli Stati Uniti richiesti dal regolamento.

Comunque sia. non brillò, chiudendo in ventiquattresima posiziome a pari merito.

La prima giornata di gara fu caratterizzata da condizioni meteorologiche al limite: venti a oltre 60 km/h e piogge intensissime che, tuttavia, non portarono alla sospensione del gioco.

Risultato: un solo giocatore chiuse in par, lo scoring average fu di otto colpi sopra par e 45 giocatori chiusero il giro in più di ottanta colpi (Shinnecock é un par 70).

Venerdì il tempo migliorò nettamente, dando modo ai giocatori di andare a caccia di un posto nel weekend.

Joey Sindler fece segnare il nuovo record del campo (66), mentre Greg Norman (alla ricerca del suo primo Major) con un giro in 68 colpi prese la testa del torneo con tre colpi di vantaggio su Lee Trevino e Denis Watson.

Nel corso del terzo giro Norman arrivò ad avere quattro colpi di vantaggio sul secondo, ma una disastrosa buca 14 dissolse il suo margine: chiuse il giro in 71 colpi, tornando in pari per il torneo.

Mantenne la testa, sebbene con un solo colpo di distacco da Hal Sutton e Lee Trevino.

Ma veniamo a domenica 15 Giugno, la giornata che ha reso famosa l’edizione numero 86 dello U.S. Open.

Per tutto il giorno le posizioni di testa videro un carosello di giocatori separati da uno o due colpi di differenza, ma il titolo di The Wide Open Shinnecock se lo guadagnò quando l’ultimo gruppo di giocatori chiuse la buca 9: a quel punto ben nove giocatori si trovarono a condividere la prima posizione, fatto mai accaduto in precedenza.

Dopodiché il gioco prese il suo corso e, alla fine, Raymond Floyd emerse chiudendo con un giro in 66 senza bogey (unico giocatore  a finire il torneo sotto par a -1) che gli garantì il suo quarto ed ultimo titolo Major a 43 anni.

(fonte USGA archives)

Anni dopo, Floyd ricordò:

“Dopo aver finito, con Maria e Christina (sua moglie e sua figlia) lì, mi sono commosso”

“Era il Father’s Day, ed avevo 43 anni e sapevo che avrebbe potuto essere il mio ultimo Major”

“Quando ci penso e guardo al passato, so che é stato un momento incredibile nella mia carriera”.

Chi sarà il protagonista dello U.S. Open 2026?

Per avere le dritte dobbiamo aspettare le previsioni del mio amico Andrea Crippa.


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