- La squadra europea per la Solheim Cup 2026 è completa. La capitana Anna Nordqvist ha sciolto gli ultimi dubbi annunciando le quattro captain’s picks che completeranno il Team Europe per la sfida agli Stati Uniti, in programma dall’11 al 13 settembre al Bernardus Golf, nei Paesi Bassi.
Le scelte sono ricadute su Leona Maguire, Julia López Ramírez, Nastasia Nadaud e Mimi Rhodes. Una combinazione di esperienza e giovani promesse che racconta chiaramente la filosofia della capitana svedese: costruire una squadra competitiva oggi, ma anche proiettata verso il futuro.
La sorpresa più grande sarebbe stata lasciare a casa Leona Maguire. Nonostante una stagione altalenante e una qualificazione automatica sfumata, Leona Maguire rappresenta ancora una delle migliori interpreti del match play europeo.
In tre Solheim Cup ha dimostrato di sapersi esaltare quando si gioca per la squadra e il suo carisma nello spogliatoio pesa quasi quanto i punti conquistati sul campo. Nordqvist ha deciso di puntare sulla sua esperienza, convinta che il rendimento in una competizione come la Solheim Cup non si misuri soltanto con i risultati ottenuti durante la stagione.
Se Maguire è il presente, Julia López Ramírez, Nastasia Nadaud e Mimi Rhodes rappresentano il futuro.
La spagnola López Ramírez è considerata una delle giocatrici più complete della nuova generazione. La francese Nadaud, appena ventenne, continua a crescere torneo dopo torneo, mentre l’inglese Rhodes si è guadagnata la fiducia della capitana grazie alla continuità mostrata nelle ultime stagioni.
Con loro, insieme a Lottie Woad, saranno addirittura quattro le rookie europee. Un segnale forte: Nordqvist vuole iniziare un nuovo ciclo affidandosi a una generazione di talento destinata a essere protagonista per molti anni.
Come ogni scelta, anche questa ha inevitabilmente lasciato qualche delusa.
La decisione più difficile ha riguardato probabilmente Chiara Tamburlini. La svizzera aveva sfiorato la qualificazione automatica, mancandola per appena 0,9 punti dopo il sorpasso di Esther Henseleit nell’ultima settimana utile. In molti la consideravano la candidata principale a una wildcard, ma Nordqvist ha preferito altri profili. La stessa Capitana ha ammesso che comunicarle l’esclusione è stata la conversazione più difficile di tutto il processo di selezione.
Tra le assenti spicca anche Georgia Hall, protagonista di numerose Solheim Cup e una delle giocatrici simbolo dell’Europa nell’ultimo decennio. Il suo rientro dopo la maternità non le ha permesso di ritrovare la migliore condizione e Nordqvist ha scelto di guardare avanti invece di affidarsi all’esperienza. Assente per maternità anche la svedese Madelene Sagstrom: a settembre infatti è prevista la nascita del suo primo figlio.
Fuori la danese Emily Kristine Pedersen, frenata da problemi fisici e da una stagione lontana dai suoi standard, mentre non trovano spazio nemmeno Albane Valenzuela (dopo una deludente Solheim Cup 2024), Helen Briem, e Ingrid Lindblad.
Il Team Europe sarà composto da:
- Charley Hull (Inghilterra)
- Esther Henseleit (Germania)
- Lottie Woad (Inghilterra)
- Maja Stark (Svezia)
- Céline Boutier (Francia)
- Carlota Ciganda (Spagna)
- Linn Grant (Svezia)
- Nanna Koerstz Madsen (Danimarca)
- Leona Maguire (Irlanda)
- Julia López Ramírez (Spagna)
- Nastasia Nadaud (Francia)
- Mimi Rhodes (Inghilterra)
È una formazione che mescola campionesse affermate, giocatrici nel pieno della maturità agonistica e una nuova generazione pronta a raccogliere l’eredità delle veterane.
La sensazione è che Anna Nordqvist abbia fatto una scelta coraggiosa. Invece di affidarsi quasi esclusivamente ai nomi più esperti, ha deciso di accelerare il ricambio generazionale.
È una scommessa che comporta dei rischi: quattro esordienti in una competizione intensa come la Solheim Cup non sono poche. Ma è anche una decisione che potrebbe dare nuova energia a una squadra chiamata a riconquistare il trofeo dopo la sconfitta del 2024.
Con l’entusiasmo delle giovani, il talento ormai consolidato di giocatrici come Lottie Woad, Charley Hull, Céline Boutier e Carlota Ciganda e l’esperienza di una specialista del match play come Leona Maguire, l’Europa arriva nei Paesi Bassi con una squadra diversa rispetto al passato, ma probabilmente più affamata.
Ora la parola passerà al campo. E, come la storia della Solheim Cup insegna, saranno soprattutto il carattere e lo spirito di squadra a fare la differenza.