La distanza dalla palla è un aspetto determinante del gioco corto, e allo stesso tempo uno dei più fraintesi. Molti giocatori la considerano una costante, un’abitudine personale, quasi un automatismo. In realtà è una variabile tecnica che cambia profondamente a seconda del colpo che vogliamo eseguire. Chip, pitch e lob non sono tre versioni dello stesso movimento: sono tre colpi con intenzioni, angoli, dinamiche e interazioni col terreno completamente diverse.
Nel chip, la distanza dalla palla si riduce in modo evidente. Il giocatore si avvicina perché ha bisogno di un movimento compatto, con un arco più piccolo. Stare più vicino aiuta a posizionare le mani leggermente avanti, favorisce quindi uno shaft lean più marcato e crea quel contatto discendente che permette alla palla di partire bassa e rotolare. Tutto nel chip comunica controllo, semplicità e stabilità, e la distanza ridotta dalla palla è la chiave che rende possibile questa essenzialità.
Quando passiamo al pitch, la distanza dalla palla aumenta leggermente. Non è un cambiamento drammatico, ma sufficiente a liberare la rotazione del corpo e a permettere al bastone di muoversi su un arco più ampio. Il pitch è un colpo che combina volo e rotolo che richiede un loft più aperto. Allontanarsi un po’ dalla palla permette al bastone di lavorare con il suo loft naturale, e consente al giocatore di generare una traiettoria più alta. Anche la postura diventa più equilibrata: stance leggermente più largo, peso distribuito in modo meno estremo, mani più neutre.
Il lob, infine, richiede ancora più spazio. È il colpo in cui la distanza dalla palla aumenta maggiormente, perché il giocatore deve aprire la faccia, abbassare il grip e lasciare al bastone lo spazio necessario per far “lavorare” la testa del bastone. Il lob vive di altezza, morbidezza e scivolamento, e tutto questo è possibile solo se il set‑up è più “spazioso”.
In sintesi, la distanza dalla palla cresce in proporzione alla traiettoria che vogliamo produrre: nel chip cerchiamo rotolo e ci avviciniamo; nel pitch cerchiamo equilibrio e ci mettiamo a una distanza intermedia; nel lob cerchiamo altezza e ci allontaniamo. È una logica semplice, ma fondamentale: la distanza dalla palla non è un’abitudine, è una scelta tecnica consapevole che determina la qualità del contatto e la natura del colpo.