Orari e Tornei della settimana dal 28 settembre al 4 ottobre

Questa settimana il golf professionistico offre quattro appuntamenti di rilievo. Sul PGA Tour si riparte dopo la Presidents Cup con il Bank of Utah Championship al Black Desert Resort, secondo atto della FedExCup Fall. In Scozia torna invece il DP World Tour con l’Alfred Dunhill Links Championship sui classici links di St Andrews, Carnoustie e Kingsbarns: al via una forte rappresentativa italiana con Filippo Celli, Matteo Manassero, Guido Migliozzi, Francesco Molinari e Renato Paratore. Già in corso, con programmazione da mercoledì a sabato, è l’Abu Dhabi Challenge dell’HotelPlanner Tour all’Al Ain, ultimo appuntamento prima del Final Swing cinese: in campo Matteo Cristoni, Lorenzo Scalise, Jacopo Vecchi Fossa, Aron Zemmer e il dilettante Lapo Francesco Bisazza. Infine sull’LPGA Tour si vola alle Hawaii per il LOTTE Championship all’Hoakalei Country Club, dove saranno presenti le azzurre Carolina Melgrati e Benedetta Moresco.

PGA Tour – Bank of Utah Championship

Il PGA Tour riprende la marcia dopo la Presidents Cup e continua la FedExCup Fall con il Bank of Utah Championship, in programma dal 1° al 4 ottobre al Black Desert Resort di Ivins, nello Utah.

Con pochi tornei ancora in calendario, ogni punto FedExCup assume un peso particolare: i giocatori si giocano status, inviti agli eventi signature e il futuro sul Tour.

Il field di 120 giocatori unisce stelle emergenti, vincitori consolidati e diversi nomi legati al territorio. Al centro dell’attenzione c’è Tony Finau: nativo di Salt Lake City, il sei volte campione del PGA Tour disputa per la prima volta il Bank of Utah Championship. Finau è sulla bolla del FedExCup Fall, al 100° posto, e ha bisogno di punti per consolidare lo status per la stagione 2027. Accanto a lui in classifica c’è Billy Horschel (101°), mentre molti dei giocatori tra il 102° e il 126° posto sono in gara proprio per migliorare la propria posizione. I due precedenti vincitori in Utah sono entrambi al via. Michael Brennan, campione in carica, è il giocatore più alto in classifica del field: l’anno scorso trionfò come sponsor exemption al suo primo torneo da professionista sul PGA Tour (primo caso dopo Nick Dunlap nel gennaio 2024), chiudendo in 22 sotto il par e battendo Rico Hoey di quattro colpi. Nel 2026 ha già alzato un altro trofeo, vincendo il Wyndham Championship ad agosto. Matt McCarty, vincitore dell’edizione precedente, difende il record del percorso (261 colpi sul totale di 72 buche).

Dalla Presidents Cup di Chicago arrivano anche diversi protagonisti. Tra gli americani spicca il 21enne Jackson Koivun, unico giocatore di entrambe le squadre a non aver perso un match. Dal team International sono presenti Nick Taylor, Christiaan Bezuidenhout e l’assistente del capitano Taylor Pendrith. Nel field ci sono anche Max Homa, Maverick McNealy e il Ryder Cup player Rasmus Højgaard, oltre a giovani promettenti come Ben James, David Ford e Luke Clanton. Forte anche la presenza locale e universitaria.

Il Bank of Utah Championship è il secondo appuntamento della FedExCup Fall. I giocatori classificati tra il 51° e il 60° posto a fine stagione andranno a formare l’Aon Next 10, con accesso garantito all’AT&T Pebble Beach Pro-Am e al Genesis Invitational. Dopo il Biltmore Championship Asheville, Ricky Castillo (terzo) è salito dal 69° al 57° posto, unico a entrare in quella fascia, mentre Daniel Berger è scivolato dal 60° al 63°. Keith Mitchell resta 51°.

Il percorso è il Black Desert Resort, par 71 e 6.786 metri. Progettato da Tom Weiskopf e Phil Smith, è stato ricavato in un campo di lava e presenta fairway ampi, solo due ostacoli d’acqua in gioco e un layout completamente nuovo: le prime nove sono state inaugurate a novembre 2022, le seconde a maggio 2023. L’altitudine intorno ai 945 metri e il paesaggio desertico con rocce rosse e nere lo rendono unico nel calendario.

Il montepremi è di 6 milioni di dollari con 500 punti FedExCup per il vincitore.

L’anno scorso Brennan chiuse a -22 con un 66 finale (5 sotto) e un vantaggio di quattro colpi su Rico Hoey; sei giocatori, tra cui McCarty, chiusero a 16 sotto, sei colpi indietro.

Potremo seguire il Bank of Utah Championship su Discovery+, HBO Max e Eurosport 2. Commento di Alessandro Bellicini e Nicola Pomponi con la seguente programmazione:

*Tutti gli eventi sportivi di Eurosport sono disponibili su Discovery+, DAZN, Amazon Prime Video Channels e TIM VISION con l’offerta discovery+

Il DP World Tour fa ritorno questa settimana in Scozia per l’Alfred Dunhill Links Championship, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026. Nato nel 2001, il torneo celebra quest’anno il suo 25° anniversario e resta una delle celebrazioni più pure del golf links. Si disputa sull’Old Course di St Andrews, a Carnoustie e a Kingsbarns, ed è considerato uno degli appuntamenti più amati da professionisti, dilettanti di alto profilo e appassionati. A causa della cancellazione dell’edizione 2020 per la pandemia di Covid-19, si sono disputate finora 24 edizioni. In questo periodo si sono alternati 21 vincitori diversi, con due pluri campioni: Tyrrell Hatton (record di tre titoli, con il back-to-back del 2016-2017) e Pádraig Harrington (due affermazioni).A differenza della maggior parte delle gare del circuito, la competizione unisce un torneo individuale tra professionisti (field di 168 giocatori) a un Team Championship in cui ogni professionista è affiancato da un dilettante. Nei primi tre giorni i partecipanti ruotano sui tre percorsi; la finale di domenica si gioca sull’Old Course, la “casa del golf”. Dopo 54 buche, il taglio seleziona i migliori 60 professionisti e pari merito più le prime 20 squadre. I dilettanti ricevono i due terzi del loro handicap ufficiale (massimo 18 per gli uomini e 24 per le donne). Il punteggio di squadra è il minore tra quello del professionista e quello netto del partner a ogni buca. I primi a vincere la gara a squadre furono Brett Rumford e Chris Peacock; nel 2024 Thorbjørn Olesen e Dermot Desmond si imposero con il record di 48 colpi sotto il par. Sette giorni dopo aver brillato con il Team Europe nella Ryder Cup a Bethpage, Robert MacIntyre è diventato lo scorso anno il quarto scozzese a trionfare. Con i venti persistenti che costrinsero ad annullare il terzo giro del sabato e a ridurre il torneo a 54 buche, tre 66 consecutivi gli valsero quattro colpi di vantaggio su Hatton. È stato il primo successo scozzese dal 2005 di Colin Montgomerie (dopo quelli di Stephen Gallacher nel 2004 e Paul Lawrie nel 2001). MacIntyre, già vincitore del suo Open nazionale l’anno precedente, ha dichiarato che solo un Major sull’Old Course, sede dell’Open Championship del prossimo anno, potrebbe superare questo traguardo. In vista della difesa del titolo ha detto: “Ho sempre amato venire a St Andrews. Ci vengo con la famiglia da anni, a volte solo per camminare sulla spiaggia e stare in città. Tutto il posto è il paradiso del golf e durante il Championship è ancora più bello avere tanti familiari e amici a sostenermi”. Nel field di 168 giocatori provenienti da 28 nazioni ci sono diversi Major champion, tra cui Brooks Koepka (alla ricerca del primo successo americano nella storia del torneo), Justin Rose (finalista nel 2007), Matt Fitzpatrick, Francesco Molinari e Bubba Watson. Accanto a Rose e Fitzpatrick ci sono i compagni di Team Europe vincitori della Ryder Cup 2025 Tommy Fleetwood, Sepp Straka, MacIntyre e Hatton, oltre al capitano Luke Donald. Con l’assenza di alcuni big della Race to Dubai come Patrick Reed, Rory McIlroy ed Eugenio Chacarra, si aprono opportunità per chi è più indietro in classifica in vista dei Play-Off e della difesa dei diritti di gioco per il 2027.

Grande attenzione anche per la nutrita rappresentativa italiana: saranno al via Filippo Celli, Matteo Manassero, Guido Migliozzi, Francesco Molinari e Renato Paratore.

Tra i dilettanti debutta da professionista Josh Hill, protagonista della rimonta della Gran Bretagna & Irlanda nella recente Walker Cup a Lahinch, dove ha chiuso la vittoria. Il 22enne, laureato in sports management all’Università del Tennessee, aveva già giocato da 15enne un practice round con Koepka all’Abu Dhabi HSBC Championship 2020. Non mancano le celebrità: Bill Murray alla sua 11ª partecipazione, i musicisti Ronan Keating, Tom Chaplin (Keane), Dave Farrell (Linkin Park) e Huey Lewis, il leggendario canottiere Sir Steve Redgrave (sempre presente), il surfista Kelly Slater (11 volte campione del mondo), l’ex cricketer Kevin Pietersen, Ruud Gullit e il campione di equitazione Sir Tony McCoy, oltre a nomi come Gareth Bale.

Nel frattempo, in vista dell’Open Championship del 2027, sull’Old Course sono stati effettuati lavori di riqualificazione. Tra i più significativi: allargamento del fairway della 16 con due nuovi bunker a sinistra del Principal’s Nose; nuovi bunker alla distanza di drive  sulla 6 e sulla 10; spostamento di bunker sulla 2. Nuovi tee sulla 6 e sulla 7 (allungamenti di circa 20 metri) e ampliamenti su 11 e 16. La lunghezza complessiva del percorso championship sale di circa 52 metri, portandola a 6.744 metri.

Sarà possibile seguire l’Alfred Dunhill Links Championship sul canale 209 di Sky Sport e in streaming su NOW con la seguente programmazione:

HotelPlanner Tour – Abu Dhabi Challenge

L’HotelPlanner Tour torna negli Emirati Arabi Uniti per l’Abu Dhabi Challenge, in programma dal 30 settembre al 3 ottobre all’Al Ain Equestrian, Shooting and Golf Club. Si tratta dell’ultimo appuntamento prima del Final Swing cinese e della corsa decisiva verso Mallorca.

Matteo Cristoni, 51esimo nell’Ordine di Merito dopo il brillante sesto posto a pari merito all’Open de Portugal (–19, con un totale di 265 colpi a PGA Aroeira 1), punta a consolidare la posizione. Con lui Lorenzo Scalise (53°), Jacopo Vecchi Fossa (64°), Aron Zemmer (85°) e il dilettante Lapo Francesco Bisazza, presente grazie a un invito. Per gli azzurri c’è molto in gioco: dopo Abu Dhabi solo i primi 70 dell’Ordine di Merito avranno il posto assicurato nelle gare cinesi.

Il circuito torna per la terza volta ad Al Ain. Il club, aperto nel 2007, è stato il primo percorso in erba della regione e figura tra le strutture più apprezzate degli Emirati. Il Championship Course è disseminato di ostacoli d’acqua, particolarmente insidiosi alle buche 16 e 17, che potrebbero rivelarsi decisive. Il par 5 della 10, lungo 620 metri, è la buca più lunga degli Emirati Arabi Uniti: nonostante la lunghezzai, nel clima caldo di Al Ain alcuni giocatori potrebbero comunque tentare di raggiungerla in due. L’attenzione è naturalmente concentrata sulla vetta della Road to Mallorca, dove Christofer Blomstrand, MJ Daffue, Julien Sale e Pablo Ereño si contendono il primato. A ridosso delle posizioni di promozione si muovono anche Pedro Figueiredo, Marc Warren e MJ Viljoen, impegnati a consolidare il proprio ranking in vista del Grand Final di fine ottobre.

Il belga James Meyer de Beco occupa al momento la posizione critica intorno al 68° posto; Saptak Talwar, Bradley Bawden, Joseba Torres e Mark Power cercheranno di restare dalla parte giusta della linea. Il francese Mathieu Decottignies-Lafon, 63°, è a un passo dal prolungare la stagione per la prima volta in carriera.L’evento conferma la partnership di lungo corso con l’Emirates Golf Federation (EGF): 30 posti nel field sono riservati a giocatori emiratini e basati negli UAE, tra nazionali, professionisti locali, club pro e talenti emergenti. L’anno scorso Ahmed Skaik ha fatto storia diventando il primo dilettante emiratino a superare il taglio in un evento dell’European Tour. Per David Horsey e Adri Arnaus sarà una gara “di casa”. L’inglese frequenta da 15 anni le strutture di Dubai (tra cui l’Els Club), mentre lo spagnolo vive stabilmente nella regione da sei anni. Entrambi hanno buoni precedenti: Arnaus un top 5 all’UAE Challenge 2025 e la vittoria al Ras Al Khaimah Challenge Tour Grand Final 2018; Horsey un top 20 nello stesso venue 12 mesi fa.

Dopo Abu Dhabi il circuito si sposta in Cina per le due tappe del Final Swing, prima di chiudere con il Grand Final a Mallorca. Per Cristoni, Scalise, Vecchi Fossa, Zemmer e il giovane Bisazza la settimana ad Al Ain può rappresentare un passaggio fondamentale nella caccia alla carta per il DP World Tour 2027.

LPGA Tour – LOTTE Championship presented by Hoakalei

Il circuito femminile americano vola questa settimana alle Hawaii per il LOTTE Championship presented by Hoakalei, in programma dal 1° al 4 ottobre all’Hoakalei Country Club di Ewa Beach, sull’isola di Oahu. È la 14ª edizione del torneo, nato nel 2012, e vedrà in campo 120 giocatrici in corsa per un montepremi di 3 milioni di dollari e 500 punti Race to the CME Globe. In evidenza c’è la partecipazione delle azzurre. Carolina Melgrati, rookie del 2026, è tra le 21 debuttanti della stagione presenti nel field (su 28 totali). Melgrati ha conquistato la carta LPGA tramite il Q-Series e in questa prima annata ha già firmato una Top10 (9ª al Riviera Maya Open at Mayakoba) e un 32° posto al KPMG Women’s PGA Championship. Accanto a lei l’attenzione del pubblico italiano si concentra anche su Benedetta Moresco, reduce da un’estate di continuità e da un hole-in-one settimana scorsa.

Il field è di alto livello. In testa al Rolex Rankings c’è la n. 2 Jeeno Thitikul, affiancata dalla n. 4 Hyo Joo Kim e dalla n. 5 Miyu Yamashita. Presenti anche Hannah Green (n. 10), Lydia Ko (n. 13) e altre undici giocatrici della Top25 mondiale. Tra le vincitrici della stagione 2026 figurano proprio Thitikul (tre titoli), Hyo Joo Kim (due), Yamashita (due), Hannah Green (due), Yana Wilson e Yuna Nishimura, fresca del successo della scorsa settimana al Walmart NW Arkansas Championship presented by P&G.

Difende il titolo Youmin Hwang, che nel 2025 vinse proprio qui da non-membro con una sponsor exemption, chiudendo a –17 (271) e conquistando contemporaneamente la membership LPGA. Cinque le campionesse del passato in gara: oltre a Hwang (2025), A Lim Kim (2024), Grace Kim (2023), Hyo Joo Kim (2022) e Lydia Ko (2021).

Il percorso, progettato da Ernie Els e aperto nel 2009 su un’ex piantagione di canna da zucchero, l’Hoakalei è un par 72 privato che per il LPGA Tour si gioca intorno ai 6.000 metri. Caratterizzato da 112 bunker strategici e da elementi d’acqua presenti su 13 delle 18 buche. È in sede fissa del torneo dal 2022 (prima si giocava a Ko Olina e, nel 2021, a Kapolei).


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