In un drammatico finale all’Harbour Town Golf Links, Matt Fitzpatrick ha sfoderato una prestazione solida e glaciale per assicurarsi la vittoria del RBC Heritage, superando il numero 1 al mondo Scottie Scheffler con un birdie alla prima buca di playoff.
È stata la degna conclusione di una settimana in cui l’inglese ha brillato in ogni aspetto del gioco, in particolare nelle statistiche di Strokes Gained, chiudendo al nono posto nella categoria Strokes Gained Putting.
Il gioco sul green di Fitzpatrick è stato decisivo soprattutto domenica, quando ha imbucato diversi putt cruciali sotto pressione.
Curiosamente, il bastone responsabile di questo successo è tutt’altro che ordinario.
Il suo putter, un Bettinardi DASS BB1, è la riproduzione moderna di un design che risale a più di 15 anni fa, e porta con sé una storia di persistenza, precisione e preferenze personali.
Dall’età di 16 anni, Fitzpatrick si era affidato al putter della YES Golf “Tracy II”, un modello di cui si fidava ciecamente.
A dire la verità di quel modello in molti si fidarono ciecamente, soprattutto Danny, un mio amico che lo comprò soprattutto per il nome (essendo uguale a quello della moglie) per farsi “perdonare” le ore passate sul campo da golf.. n.d.a.
A parte i miei amici, i problemi sorsero quando la Yes! Golf dichiarò bancarotta nel 2010.
Nel 2016, Fitzpatrick si ritrovò nell’impossibilità di reperire ricambi o modelli simili, una situazione difficile considerando quanto quel putter fosse parte integrante del suo gioco.
È a questo punto che è intervenuta Bettinardi.
Sam Bettinardi, vicepresidente dell’azienda, si avvicinò a Fitzpatrick con una proposta audace: avrebbero cercato di replicare il suo amato putter fin nei minimi dettagli.
Fitzpatrick accettò, ma a condizioni rigorose. Sensazione, peso, offset e prestazioni dovevano essere identici.
In cambio, voleva la flessibilità di lavorare con un produttore affidabile in grado di fornire regolazioni, modelli di riserva e perfezionamenti futuri.
Il processo è stato tutt’altro che rapido.
Bettinardi produsse inizialmente sei prototipi ispirati al Tracy II. Fitzpatrick li testò fornendo feedback dettagliati, notando che, sebbene fossero vicini all’originale, il feeling non era ancora quello giusto.
Seguì un altro lotto di sei pezzi, con ulteriori affinamenti su elementi come l’offset e la distribuzione del peso.
Tuttavia, la perfezione rimaneva sfuggente.
In totale, sono stati creati quasi 30 prototipi prima che Fitzpatrick trovasse finalmente quello giusto, un putter all’altezza delle sue aspettative.
Lo ha messo in sacca durante la stagione 2018, lo ha ripreso nel 2021 e lo ha usato per vincere lo U.S. Open 2022. È rimasto un punto fermo della sua attrezzatura fino all’agosto 2025.
In quel momento, Fitzpatrick ha sperimentato un modello diverso: il DASS BB48 Proto, basato su un design mallet.
Sebbene lo abbia utilizzato per circa sette mesi, i risultati lo hanno spinto a tornare al suo putter a lama (blade) originale.
Parlando al Valspar Championship, ha spiegato che, nonostante le metriche generali fossero simili, la sua percentuale di successo nei putt tra i 1,5 e i 4,5 metri (5-15 piedi) era notevolmente migliore con la lama.
Quella consapevolezza si è rivelata decisiva.
Tornando al DASS BB1, Fitzpatrick ha ritrovato rapidamente fiducia sui green. La mossa ha pagato immediatamente: ha vinto il Valspar Championship per un solo colpo e ha portato quel momento positivo nei tornei successivi.
https://www.instagram.com/p/DXXatfgCXyO/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==
Al suo arrivo all’RBC Heritage, Fitzpatrick aveva il putter saldamente in sacca e in piena forma. Durante i primi due giri, si è classificato tra i primi 10 in SG: Putting, ponendo le basi per la sua vittoria finale.
Alla fine, il trionfo di Fitzpatrick non è stato solo una questione di abilità, ma di fiducia. E a volte, quella fiducia si riduce a un singolo bastone, perfezionato attraverso anni di ricerca della perfezione.

