Il DP World Tour bandisce i giocatori LIV 2.0

Il DP World Tour bandisce i giocatori LIV 2.0

Il DP World Tour si sta avvicinando alla fine della sua stagione, facendo tappa in India per il quart’ultimo torneo in calendario.

Mentre i goocatori del Tour europeo sono concentrati verso la finale di Dubai, ci sono diversi loro colleghi che devono decidere quale strada prendere per il loro futuro.

Ovviamente, sto parlando dei giocatori LIV, che devono decidere se aderire al progetto di Scott O’Neil e della BC Partners, financial advisor che sta supportando l’operazione, uscendo dalle rovine della LIV Golf 1.0 per collaborare alla costruzione della LIV Golf 2.0.

E’ ormai chiaro che una buona parte dei top players della LIV 1.0 non aderiranno al nuovo progetto.

Sergio Garcia, Jon Rahm, David Puig, Adrian Meronk hanno ufficializzato la loro scelta, mentre altri hanno già espresso l’intenzione di farlo (Cameron Smith e Joaquin Niemann, per fare due nomi a caso).

Sul carro di O’Neil sono saliti, fino ad ora, Richard Bland, Victor Perez e Cameron Tringale, che hanno completato la loro analisi e preso la loro decisione.

E gli altri?

I giocatori che stanno ancora valutando il da farsi da un paio di giorni hanno un elemento nuovo da inserire nel loro algoritmo.

Secondo quanto riportato da BBC Sports, il CEO del DP World Tour, Guy Kinnings, si é espresso in maniera chiara e netta:

“I giocatori devono fare una scelta”

“Noi abbiamo regole e regolamenti che esistono per proteggere il nostro tour che i nostri members devono rispettare”

“I giocatori che non vogliono osservare le nostre regole ed i nostri regolamenti non dovrebbero cercare di unirsi al nostro tour”.

Assistiamo dunque ad un netto cambio di passo da parte del DPWT, che fino ad oggi aveva mantenuto una linea più morbida rispetto a quella intransigente del PGAT.

Quindi, da ora in avanti viene meno lo schema delle multe e delle sospensioni che era scaturito dall’esito dell’arbitrato del 2023, e questo avrà un’inevitabile e praticamente immediata per tutti coloro che avevano regolato la loro posizione per poter giocare sul DPWT (per esempio, Tyrrell Hatton).

C’é una affermazione di Paul McGinley (affidata ad X) in merito alle dichiarazioni di Guy Kinnings che ci fornisce una interessante chiave di lettura:

“Il DP World Tour ha perso decine di milioni direttamente a favore della LIV in sponsors, tornei e sedi degli stessi”

“Ha altresì il diritto di essere un concorrente in affari, come hanno fatto il PGAT e la LIV”.

Sapete che io sono da sempre un sostenitore della pacifica convivenza tra i Tours (e continuo ad esserlo), ma, sotto il profilo strategico, posso comprendere la scekta di un DP World Tour che decide di mettere un paletto ai giocatori.

I giorni difficili per la LIV Golf sono lungi dall’essere finiti, anche se credo che in fondo al tunnel una luce (flebile) si possa intravedere.

Se però questa “escalation del conflitto” servirà a ridare un pò di lustro al Tour europeo, la posso considerare come un male necessario.


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