Una mulligan per la LIV Golf?

(fonte LIV Golf media website)

Una mulligan per la LIV Golf?

Fare oggi una previsione sul futuro della LIV Golf é come cercare di capire il punto di ingresso della tua palla dopo avere sparato il drive verso un ostacolo d’acqua in una nebbiosa giornata di Novembre.

Da quando il PIF, fondo sovrano saudita, ha comunicato la cessazione del suo supporto finanziario alla LIV Golf, il percorso della Lega é diventato, ovviamente, a ostacoli, che sono mano a mano aumentati di numero e dimensione.

Procedendo in ordine sparso:

  • Ripetuti rumors rilanciati da diverse fonti circa l’imminente presentazione della richiesta per lapplicazione del Chapter 11 (che corrisponde al concordato preventivo nel nostro ordinamento) da parte della LIV Golf;
  • Citazione in tribunale presso la Corte Distrettuale di Miami per mancati pagamenti (per circa 1 milione di $) da parte di Mobii Systems Group Ltd., il fornitore canadese della tecnologia di “Any shot, any time”, una delle chicche nel sistema di broadcasting della Lega;
  • La cancellazione, quasi certa, del Team Championship (al momento ancora in calendario), che si dovrebbe tenere alla fine del corrente mese al The Cardinal at Saint John in Michigan (sarebbe il secondo evento della stagione dopo il torneo di New Orleans);
  • Una mail, che, come riporta Flushing.it, é stata spedita all’inizio della settimana scorsa ad un certo numero di dipendenti e collaboratori esterni, annunciando la cessazione del loro rapporto con la LIV Golf con un preavviso di 30 giorni;
  • Ultima, ma non meno importante, la ricerca, da parte della maggior parte dei giocatori, di percorsi di rientro, più o meno difficoltosi, sul DP World Tour o sul PGA Tour, anche a breve termine.

In tutto questo, Scott O’Neil, il CEO della LIV Golf non ha smesso neanche per un momento da una parte, di cercare nuovi investitori in grado di sostenere l’impegnativa (finanziariamente) gestione della Lega, e dall’altra, di rassicurare il più possibile giocatori, media e fans circa il futuro prossimo della LIV.

Per quanto riguarda la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento finanziario la ricerca, cominciata dopo il Masters Tournament, sembrerebbe avere avuto successo.

Nella giornata di mercoledì scorso la Lega ha pubblicato un comunicato sul sito istituzuionale e sui canali social:

(fonte LIV Golf website)

I punti importanti sono due;

  1. E’ stato concluso un accordo preliminare con un investitore, sottoscritto dallo stesso ed approvato dal Board, che verrà finalizzato nel mese di Settembre;
  2. La LIV Golf 2.0 prevede l’entrata dei giocatori nel ruolo di azionisti di maggioranza.

Per quanto riguarda il punto 1,  Scott O’Neil non ha svelato ulteriori dettagli (in particolare, il nome dell’investitore).

Il punto 2, invece, é fonte di maggiori spunti.

Il comunicato é stato pubblicato dopo due riunioni tenutesi a margine dell’evento di Bedminster, una guidata da O’Neil dove era presente il Board ed i Capitani dei Teams, ed una seconda, riservata ai soli giocatori (tutti), dove lo speaker é stato Bryson DeChambeau.

Della prima riunione non si hanno dettagli, mentre quella dei giocatori é stata quella più seguita dai media, che hanno cercato di carpire più informazioni possibili, anche se con scarsa fortuna.

La quasi totalità dei giocatori ha tenuto la bocca chiusa.

L’unico ad aver voglia di parlare é stato Richard Bland (fatto per cui é stato leggermente cazziato da Lee Westwood):

“Bryson ha esposto ciò che sapeva e, ovviamente, noi cerchiamo di muoverci come un gruppo”

“Ma noi siamo anche degli individui, e penso che nelle prossime due o tre settimane arriveremo ad un punto”

“Noi stiamo facendo questa cosa tutti insieme, e sosteniamo Scott al 100 %, Credo che nelle prossime due o tre settimane avremo una visione complessiva più precisa”

“Siamo a quel punto in cui siamo assolutamente positivi circa quello che sta succedendo, ma abbiamo un assoluto bisogno di avere tutti gli accordi firmati per poter proseguire”.

Nessun commento circa il potenziale ruolo di azionisti attribuito loro dal CEO.

In realtà i giocatori hanno un ruolo fondamentale, più che di attesa.

Sono settimane che ogni giorno salta fuori che uno o più LIV golfers stanno cercando di crearsi un paracadute per il futuro nel caso che la Lega spenga i motori, puntando a tornare sui Tours di origine.

Cosa può pensare il cavaliere bianco di cui ha parlato O’Neil vedendo una potenziale diaspora di quelli che sono i veri assets del Tour?

Se i pezzi da novanta volteranno le spalle alla LIV Golf, é difficile immaginare qualcuno che sia disposto a pompare risorse in un circuito senza big.


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